30 Dicembre 2009
Sono qui in questa stanza ampia e fredda pensando a ciò che di più bello c'è al mondo. Sono qui e penso alle tue mani penso alle tue mani bianche da cui si prolungano come rami innevati le tue affusolate dita. Sono qui e penso ai tuoi occhi chiari come il cielo quando è terso luminosi come solo la luna sa essere nella notte. Sono qui e penso alle tue labbra rosee e delineate,morbide,sanguinanti. Sono qui e penso al suono della tua anima che si diffonde lieto nell'aria gelida il suono di uno strumento che come il tuo cuore vibra se sfiorato. Una chitarra,una mano,una passione,un corpo,un'anima. Un suono che mi riscalda nell'inverno,un pensiero che mi avvolge dolcemente. Sono qui e ti sento dentro di me. Sono qui e so che tu non puoi sentirmi o non vuoi. Sono qui e vorrei essere lì lì con te,lì da te,avvolta da un caldo abbraccio, accarezzata dal suono che la tua anima emette, accarezzata dal vibrato di quelle sottili corde che ti fanno compagnia in questa notte dicembrina.
(Curiosando sul net ho trovato questa poesia di anonima). ;)
12 Settembre 2009
Nel "Manifesto dei valori" del Partito Socialista è scritto: - Il Partito socialista, in Italia come nel resto d'Europa, intende riunire uomini e donne che, partendo da esperienze, culture e sensibilità diverse, si riconoscono in politiche riformiste, democratiche e liberali; si rivolge a tutti i cittadini senza distinzioni di genere e di orientamento sessuale, di etnia, di nazionalità e di religione e vuole dare voce a tutti coloro a cui vengono negati diritti ed interessi fondamentali.
- Il Partito Socialista si propone di realizzare, con forme nuove e adeguate ai tempi e per via democratica nella partecipazione dei cittadini, una società che sia retta da valori di libertà, di uguaglianza, di giustizia, di responsabilità, di solidarietà e di progresso.
- Il Partito Socialista crede nella libertà e nelle libertà, intese come possibilità di scegliere sulla base della propria responsabilità
- Il Partito Socialista crede nel valore dell'uguaglianza che si realizza attraverso l'allargamento delle libertà; opera concretamente affinché sia garantito a tutti il massimo delle opportunità; promuove le condizioni perché ciascun individuo possa decidere il proprio destino. L'uguaglianza e la libertà delle persone sono indivisibili
- Il Partito Socialista difende il principio di laicità, che garantisce la convivenza tra culture e idee diverse; crede nella libertà di pensiero e nel valore della diversità delle opinioni e delle fedi
- Il Socialismo considera il lavoro come l'espressione più alta della persona e persegue politiche della piena occupazione, secondo principi di flessibilità e sicurezza, promuovendo l'istruzione e la formazione durante l'arco di tutta la vita
- Le politiche per la giustizia sociale comprendono la lotta contro il crimine e contro le cause che lo producono, per rimuovere le condizioni che incentivano i comportamenti violenti e comunque illegali.
08 Settembre 2009
Negli scorsi 27,28 e 29 agosto un piccolo centro dell'Alto Casertano è stato teatro del primo raduno di gruppi rock giovanili e già affermati della zona. L'idea è nata dalle menti di due giovani pianesi che,con lo scopo di ridare visibilità al loro paese,hanno fatto cascare in tre serate di fine estate il vecchio e sano rock rivisitato in salsa nostrana. L'evento ha raccolto gente da ogni parte della Campania,desiderosa di assistere alla prima edizione del Verna Rock Fest. La suggestiva piazza XXI Maggio ha ospitato al suo centro il palco che ha permesso alle diciassette band di esibirsi. La semplicità e la tranquillità di questa piccola vallata,l'atmosfera delle serate di fine estate,la sana e distruttivamente frizzante musica rock,unita alla tradizione locale enogastronomica sono gli ingredienti della ricetta che ha decretato il successo di questo evento musicale. Evento musicale che ha permesso alle giovani band di essere conosciute al pubblico campano. Nel luogo che ha ospitato il Verna Rock Fest sono stati esposti anche vari stands della ProLoco. Molto successo ha avuto anche l'idea dell'Outdoor-Oven(il forno all'aperto,rigorosamente a legna),dal quale sono fuoriuscite decine e decine di pizze ordinate dalla clientela entusiasta. Il tutto è stato fornito dal Ristorante pianese La Place. Le band che si sono esibite serata per serata sono state: -The Psychophatic Romantic -The Cheesy Lungs -The Crest -The Blind Utopy -The Red Passion -Le Deviazioni Spericolate -The No Strings Left -The Andy Fag & The Real Man -The Third Temptation of Betrayal -The Romantic Lies -I Briganti -The Elizabeth O' Key -The ZeroLab Station -The Emily Play -The Plastic Project -The Minus 21.
Hanno stupito i Minus 21 per la loro giovanissima età(è la band formata dai ragazzi più giovani:14,15 e 16 anni),I Briganti,anch'essi giovani emergenti(17enni e 18enni) e soprattutto la presenza della band già affermata dei casertani Elizabeth O' Key.
http://vernarockfest.altervista.org/photo (questo è il sito ufficiale dell'evento rock,fornito anche di foto)
13 Luglio 2009
Ieri si pensò di andar a favorire una special pizza al rinomato ristorante italo-caiatino,frequentato da una clientela à-la-page. Mai si poteva pensare che quella sera(ieri)ci fosse anche una carpa. E che carpa!!! La carpa in questione mangiava una pizza alla marinara ad una lunga tavolata di tonne,tonni,granchi e spinarelli. Insomma,pesci d'acqua dolce e salata si era uniti per una serata....pescata! Si aggirava per la colorita sala anche una giovane puffa,la Puffa,che puffava con la solita presunzione. Io,ispirata dalla super carpa pianese,volli assaggiare una abbondante e saporita carpata!Un piatto di carpe delizioso,condite con olio,aglio,prezzemolo e mentuccia. La puffa si unì alla carpa per formare un insolito connubio,che nella valle nostrana è,invece,molto comune. La puffa e la carpa sono,infatti,grandi amiche e colleghe canterine. La carpa era,nei tempi che furono,anche amica della Balenottera,che ci raccontava con invidia le sue avventure nel Volturno. Mi fu anche riferito che la carpa,in compagnia del carpone,o come disse qualcuno,del "cappone",era una "pochino di buono".... Insomma,tra nuotate e nuotate in fondo al fiume,ama anche intrattenersi con le carpe maschio. E fa bene,carpa...che si godi la vita...anche perchè,se non facesse questo mestiere,chi se la prenderebbe?
11 Luglio 2009
^Io mi ricordo/quattro ragazzi con la chitarra/e un pianoforte sulla spalla...^ Era il 1984 l'anno in cui uscì l'album di Antonello Venditti con Notte prima degli esami.Venticinque anni dopo,i quasi 500mila ragazzi che quest'annp affrontano la maturità cantano ancora questa canzone che,dopo aver dato il titolo a due film cult di Fausto Brizzi,è diventata l'inno ufficiale di tutti i maturandi e lo rimarrà per molte generazioni. L'ansia,la paura,le notti insonni di "lacrime e preghiere" trascorse ripassando appunti e libri di testo,oggi per la maggioranza dei ragazzi anche cercando su Internet le probabili tracce dei temi o delle versioni. Nei pochi giorni degli esami ci si gioca il tutto per tutto,o la va o la spacca. Nessuno si sente tranquillo,neanche i primi della classe. E' la prima vera prova a cui si viene sottoposti,uno spartiacque tra gli anni dell'adolescenza e l'ingresso nel mondo delgi adulti,e fa paura a tutti. Ho letto con piacere che quest'anno la prova d'italiano sembra essere stata svecchiata rispetto agli anni passati.Tracce più snelle,argomenti più attuali e più vicini ai ragazzi,che hanno espresso quasi all'unanimità soddisfazione per la scelta del Ministero. Svevo,i 150 anni dell'Unità d'Italia,la caduta del Muro di Berlino e i quattro saggi o articoli di giornale.Proprio questi ultimi sono stati i più gettonati,in particolare la traccia di innamoramento e amore e quella sui social network. Uno studente su tre ha scelto di raccontare Facebook,Msn e Twitter:i ragazzi passano ore in rete,scambiandosi foto,video,messaggi,disegnando il loro stato d'animo con gli emoticons. E' il loro modo immediato di scrivere per comunicare,condividere,conoscersi,a volte per innamorarsi.E chissà,venticinque anni dopo la canzone di Venditti,quanti gruppi di 40enni si ritrovano seduti in un ristorante proprio grazie a Facebook,per brindare ricordando la loro ormai lontana "notte prima degli esami",quella del 1984. Se negli anni ci si è persi di vista ci si riconosce un pò a stento grazie alla memoria e alla foto pubblicata sul profilo. Quel ragazzotto robusto che era seduto nel banco davanti e non passava mai le versioni è diventato un avvocato con la pancetta,anzi in sovrappeso. Il simpaticone della classe,l'artefice degli scherzi più spassosi ai proff,che ricordavamo con una lunga frangia di capelli biondi sulla fronte,è diventato stempiato ed ha gli occhiali. La più corteggiata della classe è ancora una bella donna,un pò angosciata dal tempo che passa e per questo alla ricerca di conferme del proprio fascino,si passa e si ripassa il rossetto tra una portata e l'altra. La brutta è rimasta brutta,con i lineamenti un pò addolciti dalla rinoplastica e dalla maternità,si è laureata in ingegneria e occupa un posto da dirigente in una società di telecomunicazioni. Dopo la prima mezz'ora trascorsa scrutandosi e scambiandosi convenevoli e complimenti per le carriere e per i figli,riassumendosi fidanzamenti,matrimoni e separazioni,ci si lascia trasportare dall'onda dei ricordi e dalla nostalgia per i tempi del liceo e della maturità,e si viene catapultati indietro negli anni. Non si vede più davanti a se l'avvocato,la pediatra,l'ingegnere ma gli stessi ragazzi di venticinque anni prima,quelli con i quali si è riso e pianto. E così i ragazzi di ieri,quelli che per telefonarsi usavano i gettoni e non potevano scambiarsi neanche gli sms,si ritrovano per qualche ora magicamente sospesi nelle emozioni di quel periodo che ormai appartiene alla generazione dei loor figli ,a quei ragazzi che non saprebbero immaginare il mondo senza cellulari e Internet,e che hanno scelto di svolgere il tema della maturità parlando dei social network.< Due generazione lontane un quarto di secolo,accomunate da una canzone e dalle stesse emozioni. di Laura Saltari
27 Giugno 2009
I pariolini sono tornati. Belli, ricchi e arroganti, annoiati e in ghingheri: mancavano da un po' di anni e, invece, ora, si sono ripresi la scena. Però non assomigliano ai loro genitori. Ci sono mamme che raccontano di gonne a pieghe blu e dei mocassini - a punta - di Cervone. Papà con la nostalgia per i camperos del Charro, indossati dopo averli ingrassati e averci preso a calci un muro. Riti stupidi, stili precisi. Quanti anni sono passati? Il grande ritorno dei pariolini al tempo delle «macchinette»! Sono i figli della generazione che 20 anni fa si muoveva in Vespone;hanno messo da parte due ruote e ideologie e pensano solo alle griffe .Hanno solo 15 anni ma si comportano come adulti: videotelefonino e carte di credito per pagare in pizzeria.Omologazione progressiva nell' abbigliamento,che li rende in tutto simili ai loro coetanei di estrema periferia. I loro figli, a osservarli da vicino, sfoggiano una banale eleganza metropolitana. La sensazione è netta, davanti al bar «Parnaso», nella piazza delle Muse, in un pomeriggio di primavera inoltrata. Se c' era infatti una cosa a cui tenevano, i genitori di questi ragazzini con le basette lunghe che fanno i fidanzatini di ragazzine con la frangetta, era l' unicità dell' abbigliamento, la rarità di certi giubbotti, la fissazione per i maglioni di cachemire. Tutti vestiti uguali, certo: ma fino a via Salaria, e non oltre piazza del Popolo. Nella grande riserva dei Parioli, giravano su Vespe e Vesponi - colori bianchi e blu - e poi, certo, i più grandi con le Honda Four. Le Kawasaki per pochissimi: affascinanti e impossibili. Con i capelli lunghi. Con il giaccone Alpha verde e le Adidas Tobacco. Sono andate via due generazioni e adesso, anche solo a partire dal basso, dalle scarpe, questi nuovi pariolini tolgono il fiato. Per l' omologazione. Il fotografo inquadra Nike e Puma, e nient' altro. Gli stessi modelli che sfoggiano i loro coetanei di altri quartieri. E i jeans? Replay o Levi' s. Venduti a milioni, in tutto il mondo. Poi, le felpe: Londsale e Tyo (anche queste diffuse in mezzo pianeta). Quanto alle camicie, lasciamo stare: bianche o blu, e assolutamente commerciali. Polo, New England, Hartford. Loro - Daniele e Costantino, Chicca, Carola e Ludovica - non sembrano badarci e, anzi, ridacchiano soddisfatti. «E allora? Siamo pariolini, embé?». Pariolini: che significa? «Siamo nati ai Parioli, viviamo ai Parioli, siamo fichi: questo basta, no?». Fichi? «Beh, sì, abbastanza... non si vede?». Poi Costantino e Chicca rientrano nella loro «macchinetta», una di quelle mini-automobili senza targa, una Smart anche più piccola, su cui si spostano, appunto, i nuovi pariolini: e se una volta bastava togliere le «chiappe» al Vespone, e attaccare sulla scocca un adesivo di tendenza, la personalizzazione del proprio mezzo di locomozione, oggi, è ben più complessa. Servono graffiti, luci al neon e dosi di hi-tech. E, naturalmente, un bel mucchio di euro. Perché in cima ai sogni dei teenagers che risalgono la collina dei Parioli, ci sono la Chatenet 50 (costo: 12 mila euro), meglio se cabrio, e poi anche la Ligier e l' Aixam. Costantino, per dire, ha proprio una Ligier bianca. «Chicca, andiamo?». «Costi... dài, un momento...». «Chicca, sei la solita...». «Costi, ti prego, amore, un minuto ancora... devo dire una cosa a Ludo e Flami». Lui, Costi, si accende nervosetto una sigaretta, guarda l' orologio. Dovrà correre a fare i compiti? «No, macché. Devo passare prima dal gommista, e poi a ritirare una giacca dal sarto... Chiccaaa!». Sentiteli, come si chiamano: Ludo, Flami, Costi. 15, 16, 17 anni. Abbreviano i nomi con stanchezza consumata. E non solo: fanno anche di più. Questi adorabili puffi si muovono, si atteggiano come adulti. E non è solo colpa dei telefonini - «Costi ha regalato a Fede quello con il video, così a scuola si parlano guardandosi...». Bisogna osservare come salgono sulle «macchinette», come accendono lo stereo, come mettono in moto. Come escono dal parcheggio e come suonano, nervosini, i piccini, al semaforo. Bisogna vederli pagare, in pizzeria, con la carta di credito (che i genitori si sognavano). E poi bisogna andarli a vedere da vicino, il pomeriggio, in piazza Santiago del Cile o in piazza Euclide, in piazza Ungheria o su alle Muse. Dove sostano in attesa del niente, in circolo, chiacchierando e discutendo, al massimo, del futuro di Totti e sul Rolex Explorer che Dani (Daniele) riceverà in caso di promozione. Oppure bisogna ascoltarli al mattino, all' uscita da scuola: fuori Villa Flaminia, fuori dal Mameli, mentre si danno appuntamenti, mentre si organizzano per fare i compiti. Salvo rare eccezioni, si tratta di appuntamenti nel nulla: e la cosa che colpisce subito, ecco, è l' assenza di un impegno, di un qualsiasi appuntamento politico. È l' assenza dei giornali, è che non vanno al cinema, che l' ultima cosa letta è - spesso - l' ultimo numero di Quattroruote. È che la guerra in Iraq è una roba da commentare così: «Non se ne può più». Ma di cosa? Ma di chi? I pariolini di oggi giocano solo al calcetto e nemmeno più tanto a rugby, e la faccenda più complicata che riescono ad organizzare sembra sia una serata danzante al Piper, al Bahia, alla Suite. Sono migliori i pariolini di oggi? Meglio i padri o i figli? Le mamme o le figlie? Nessuno è in grado di rispondere. Nessuno, almeno, tra quelli in grado di non farsi prendere dalla nostalgia per i tempi andati, quando sarebbe stato impensabile rispondere come Chicca e Dani: «La politica? Boh, è un grande schifo»;quando la politica veniva prima, o almeno insieme alla Roma e alla Lazio. Quando per chiamarsi bisognava chiedere un gettone alla cassiera del «Parnaso». Quando, pensando a giugno, il sogno di tutti era un week-end lungo a Ponza e non alle Maldive. Quando si ballava con la musica della «Kool and the gang». Quando i gelati del bar Giovanni erano i più buoni della città. Quando le camicie Brooks Brother' s si compravano usate e costavano 3 mila lire. Quando la domenica si mangiavano le pastarelle comprate dai nonni. Quando alle feste si andava in equilibrio sul «Boxer» e sul «Ciao». Quando la ragazza più carina di viale Parioli si chiamava Francesca, aveva i capelli biondi, gli occhi celesti e non poteva salire sul motorino perché glielo aveva vietato il papà (adesso Francesca fa l' avvocato, è separata e con due figli, ha i capelli con l' henné, ma i suoi occhi sono strepitosi, identici a quelli di venti anni fa). Fabrizio Roncone
17 Giugno 2009
Il marito della janara
Si racconta che una notte un marito si accorse che la moglie si era alzata dal letto. L'uomo di nascosto seguì la donna spiando tutto ciò che ella faceva. Vide la moglie afferrare un vasetto contenente un misterioso unguento, cospargersi il corpo con quell'impasto e buttarsi nel vuoto dalla finestra, prendendo il volo. Resosi conto, quindi, che la moglie era una janara, il marito sostituì l'unguento magico della moglie con del semplice olio che tuttavia aveva lo stesso aspetto. Di lì a pochi giorni, la janara si alzò nottetempo e, preso nuovamente il solito vasetto, si cosparse il corpo dell'unguento contenuto nel vasetto, quindi si buttò dalla finestra. Quella notte, però, non prese il volo ma precipitò a terra e morì.
Il bambino nel fascione
Sino agli inizi degli anni Sessanta, era in uso in alcune zone interne del sud avvolgere i neonati nel "fascione". Esso era costituito da strisce di stoffa avvolte attorno al corpo del bambino allo scopo di farlo crescere "diritto". Si pensava, infatti, che le ossa ancora in formazione dei neonati, se non tenute diritte durante i primi giorni di vita (di soliti i primi 30-40 giorni), avrebbero potuto presentare delle malformazioni. Ci è stato raccontato che alla fine degli anni '40, un bambino dormiva nel letto matrimoniale dei genitori, tra il padre e la madre. Era nato da poche settimane ed ancora portava il "fascione" (il suo corpo era completamente avvolto nelle bende, ad eccezione della testa). Inspiegabilmente il mattino seguente il bambino fu trovato sotto il letto ed incominciò ad avere forti dolori allo stomaco. La spiegazione fu che "le ianare gli avevano succhiato il liquido dallo stomaco". Per farlo guarire, gli fu dato da bere del latte particolare.
11 Aprile 2009
Dato che Gaetanone,l'utente rompiballe Keaneforever,ha espresso la sua amarezza per non essere stato menzionato in una sola frase del mio post precedente sull'ultimo giorno di scuola,in cui,uscite da scuola,ha passeggiato con me e la Lety,ora,nonostante il mio malessere(che la Sipo non me ne voglia) fisico dovuto a dolori pelvici,comporrò un tributo in suo onore. Che dire?Bè...niente! Se devo essere sincera,Gaetanone non è un personaggio che desta attenzione letteraria,come la Tvo,ad esempio. Ha frequentato la stessa scuola mia e della mia socia fino all'anno scorso,diplomandosi con un voto immeritatissimo(100/100). Girano voci molto attendibili su una presunta relazione clandestina con la preside Jannonen e una lontana parentela con il vicepreside Colucci Ucci Ucci Ucci. Spicca il suo amore per il gossip locale,nazionale ed internazionale,dedicandosi molto all'arte dell'incucio(cioè di mettere zizzania). Dice di frequentare l'università,ma secondo me non è vero. Eccy lo vede spesso frequentare il bordello dove suole andare anche lei. Insomma,anzichè studiare,va a puttane. Ne è ignara di tutto ciò,la povera fidanzata che conosce poco le sue sozze abitudini. La sua perversione è testimoniata anche in un post delle utenti Fuffaworld:"Giorno d'esame",in cui Gaetanone scatta subito nel salvataggio di una Tvoia morente,sorregendola e scivolando le manine in posti in cui non mi è concesso citare.
Ovviamente,tutto questo è satirico,non me ne voglia Gaetanone,che è famoso per il suo essere permaloso. E' tutto inventato,ma probabilmente,la storia del bordello no. Ahah Sei contento ora Gaetano?
08 Aprile 2009
Mi sa che questa è l'occasione giusta per aggiornare questo blog così abbandonato e triste. Purtroppo ho avuto poco tempo ultimamente,io così troppo impegnata a studiare sulle sudate carte e a pensare alla imminente gita. Vabbè...diciamo che il tempo l'ho avuto,ma l'ho speso su un altro blog. Oggi è stato l'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Pasqua. Abbiamo studiato italiano ed inglese e alle 10 c'è stato l'incontro in cortile con la preside. Eravamo visibilmente di meno rispetto all'incontro prima delle vacanze natalizie,il 19 dicembre. C'era la rock-band manzoniana che ci allietava con le sue dolci note...eee Diciamo che è un gruppo un pò misero e approssimativamente talentuoso. La preside ha commemorato le vittime del terremoto in Abruzzo,benchè ha trovato molte difficoltà a farlo,perchè si è mostrata infastidita dal comportamento di certi,rimproverandoli col suo fare nazista. Si son cantate un paio di canzoni,durante le quali la Pallina ha espresso sè stessa,agitando le mani e cantando con la sua voce da usignolo. Ho notato anche un ragazzo dalle spiccate sembianze bischeriane,tanto che l'ho fatto presente alla mia socia. -Noo,non può essere il bischero...è troppo basso. E invece era proprio lui. Caspita!Che occhio ragazzi,che occhio! Infatti,è arrivata verso di noi una ragazza in carne,che ha detto qualcosa ad Anto,portandosela con sè. -Vaga venite!Su,venite.Eccy vieni ti pvego. Ma Eccy,seppur eccitatissima nel vedere soltanto in lontananza,al di là della ringhiera che separa la scuola dal parchetto,il bischero Giovanni,ha preferito rimanere con me e la socia. Se fossi stata in Antonailla,gli avrei mandato a dire tramite la ragazza di andarsene a fanculo. Ma,come al solito,per l'ennesima volta,ha ascoltato le finte parole del bischero,il copione che si fa scrivere appositamente da una sua amica. Eccy non stava più nella pelle,pensando che Giovanni fosse arrivato fino a scuola per parlare ancora con Anto. Sprizzava gioia da tutti i pori,più di Anto...che sprizzava qualcos'altro. Era così felice che,a bischero scomparso,cioè quando il bischero era andato via,continuava a sprizzare felicità dai suoi orifizi. Ballava sulle punte dei piedi! Credeva di essere in ciel e non là dov'era. Era così lontana dalla realtà,che i suoi livelli di attenzione erano scomparsi assieme ad Imma,che si era volatilizzata nel nulla. E,ancora in fase di eccitamento,Eccy cadde come manna dal cielo,inciampando nella zaino di quella rintronata della mia socia,adagiato comodamente a terra.
Buona Pasqua e felici vacanze,che per noi saranno più lunghe per mezzo della gita in Toscana!
19 Gennaio 2009
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